Un progetto ambizioso quello che Asia ed io abbiamo cominciato a costruire, un progetto che viene da lontano, da pensieri e idee che partono da discorsi e influenze avute da ragazzo ad Eboli.
Abbiamo deciso di chiamarlo "Punti di abbandono" dato che ogni tipo di abbandono o abbandonarsi si concretizza in dei luoghi, in dei punti ben precisi.
Perché ci si abbandona, perché si permette una violenza o una serie di violenze al proprio corpo? Ci siamo interrogati su tutta una serie di motivi, e cerchiamo di dare ad ognuno di essi una risposta visuale, sia con una serie di foto che con un solo scatto.
Dopo una serie di test, (guarda) e di incontri per definire il campo di lavoro cominciamo a scattare.
Come dice Asia, "lavoriamo lasciando un'interrogativo anche a chi guarda e sperando che metta in moto una serie di considerazioni di prese di consapevolezza che è quello che mi piacerebbe molto trasmettere".
La prima problematica che affrontiamo è "Nascondimento del corpo e negazione della caratterizzazione sessuale"
Clicca qui o sulla foto per vedere la gallery
Affrontiamo poi il tema dell' "Ignoranza dei bisogni fisiologici" che decidiamo di sintetizzare in un solo scatto
Affrontiamo poi un tema molto complesso, quello dell'"Aggressione verso il proprio corpo" e focalizziamo la nostra attenzione verso il "tagliarsi".
I tagli sulla pelle sono emblematici per il tema dell'aggressione, ci sono altri modi di aggredirsi ma tagliarsi è molto subdolo, proprio per la sua funzione di punizione/regolazione.
Clicca qui o sulla foto per vedere la gallery
Facendo un po' di storia e di contesto, l’idea di lavorare sul corpo come scarto, viene proposta a me, Dante, diversi anni fa da Noemi, che non sentendosi a suo agio nel corpo, mi propose di lavorare sul tema, di lavorare su un corpo che veniva gettato in una discarica.
Purtroppo dopo due studi, (guarda i materiali di progetto - foto gallery - video). il progetto si fermò perché Noemi andò a vivere prima in Giappone e poi in Belgio, e a parte un incontro fortemente voluto, dove abbiamo lavorato sulla non accettazione del proprio corpo a fronte degli standard che ci vengono proposti dalla nostra società, non siamo più riusciti a lavorare insieme. (guarda)
L'incontro con Cecilia, e il confronto con il suo rifiuto del corpo, ci ha portato poi a lavorare sul progetto "Scarti" (guarda), progetto esposto nel marzo 2025 a Ekidna a Carpi.