Il 27 giugno, ad Eboli presento il documentario sul Forno di Vincenzo
Conosco Vito, da … una vita, sembra una battuta, ma è la verità. Abitava di fronte a noi e suo papà Vincenzo vendeva elettrodomestici e portava le bombole a casa nostra. Poi io vado via e i contatti si allentano, ma qualche anno fa, durante una cena, a casa di Antonella, vengo a conoscenza della situazione del figlio Vincenzo e del progetto del “Forno”.
L’anno scorso, dopo aver visto diversi materiali di documentazione, decido di dare il mio piccolo contributo. Decido e parto. Cinque giorni di riprese, di condivisione, di sperimentazione della quotidianità, di crescita nella relazione di amicizia con Vincenzo, che si apre al mio microfono.
Tutto viene girato senza un vero e proprio storyboard, ma approfittando degli incontri quotidiani al forno. Il montaggio è venuto di conseguenza, sacrificando purtroppo molto materiale, ma non si poteva fare un’altra Corazzata Potiemkin.
Cosa ho cercato di trasmettere. La forza della comunità. Ho scelto il titolo “perché ci vogliamo bene“ proprio per il suo significato profondo. Non relazioni economiche o di potere, non relazioni tossiche tra le persone, ma il fatto di volersi bene è il fattore scatenante di questa esperienza E questo è il primo passo…
Vincenzo apre la strada, ma non bisogna fermarsi. Enti, istituzioni, le persone sintetizzate nella parola “polis” devono costruire una politica di apertura e accoglienza. La buona politica che genera le condizioni perché ci sia la spinta a continuare nella costruzione di una “varietà rara” nella nostra società
La costruzione del borgo sociale e solidale è il logico proseguimento di questa esperienza, ed Eboli deve partire da qui. Se Cristo si è fermato a Eboli, noi dobbiamo portarlo a tutti!
Un particolare ringraziamento a Salvatore Bazzarelli per la sua sensibilità e disponibilità a comporre la musica originale