Jack e il fagiolo magico
Una favola non richiama un paesaggio preciso. I boschi sono solo boschi, i castelli castelli, senza ambienti definiti, senza profondità. E’ piuttosto un viaggio simile a un sogno, che costruisce luoghi interiori per emozioni, una voce che agisce e poi rassicura con l’inevitabile lieto fine. Laminarie ha trasformato “Jack e il fagiolo magico”, storia di povertà, orchi e astuzia, in un percorso che consente di viaggiare dentro la fiaba percorrendo luoghi veri. Erano alberi, slarghi e ambienti chiusi all’ex Salara di Bologna, scenografie reali dalle quali far risaltare la parte onirica di una storia che ha il suo centro nell’ascensione sul gambo di una pianta di fagiolo cresciuta tanto da forare le nuvole, per arrivare al castello del terribile orco. Il lavoro è stato presentato a Bologna nel giugno del 2003. Fotograficamente, è stato uno dei lavori più difficili, per dover far coesistere le immagini reali degli attori, con le immagini dei video che venivano proiettati alle loro spalle e che hanno una funzione narrante pari a quella degli attori.
